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Prevenzione

Il ruolo dello STRESS CRONICO

L'esposizione ad uno stress costante provoca un logorio psicologico progressivo che può condurre alla rottura delle difese psicofisiche della persona. Si instaura una condizione di ATTIVAZIONE prolungata dell'organismo che permane poi anche in assenza di eventi scatenanti e porta a reazioni sproporzionate di fronte a stimoli anche di lieve entità. Questa attivazione dell'organismo provoca un rilascio eccessivo di cortisolo, adrenalina e noradrenalina, provocando nel tempo vasocostrizione, aumento della pressione arteriosa, ispessimento delle pareti arteriose, alterazione del metabolismo dei lipidi (colesterolo alto) e dei glucidi (diabete), palpitazioni. Tutto ciò ovviamente può provocare un'ischemia miocardica, cioè una riduzione nella quantità di sangue e ossigeno che arriva al cuore.

Fonti di stress in ambito familiare o lavorativo possono essere:

- una vita coniugale spiacevole, separazione e divorzio

- litigi continui in famiglia; 

- responsabilità nell'accudire persone con demenza o malattie degenerative;

- un numero eccessivo di ore lavorative;

- richieste eccessive in termini di prestazioni in soggetti con basse possibilità di crescita lavorativa.

Molto importante è anche la valutazione della RISPOSTA SOGGETTIVA allo stress di ogni individuo, cioè la reazione tipica messa in atto di fronte a situazioni stressogene, infatti fattori come un'intensa ansia di base, un atteggiamento aggressivo, collerico, competitivo, rancoroso o fortemente impaziente, tendono a influire negativamente non solo sulla prognosi, ma anche sulla patogenesi della cardiopatia ischemica.

Compito dello psicologo sarà fare una valutazione del quadro generale di rischio della persona, andando ad intervenire sulla gestione dello stress e sugli stili comportamentali disfunzionali che potrebbero concorrere allo sviluppo della malattia cardiaca.